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Rosso o nero?

Venerdi 11 Gennaio 2011

Scegliere di puntare su un numero di colore diverso da quello dei numeri usciti in precedenza non offre alcuna certezza al tavolo della roulette o nella roulette online. Anche se i dieci numeri precedenti sono tutti rossi, le probabilitŕ che il prossimo numero sia nero o rosso sono identiche, ovvero 48,65%.

Ci siamo passati tutti. Vedendo che gli ultimi sei numeri erano rossi abbiamo pensato che sicuramente il prossimo doveva essere nero. Ci siamo auto-convinti che secondo le leggi della probabilitŕ il numero successivo sarebbe stato nero, e invece č uscito un altro rosso. In realtŕ non c’č niente di sorprendente in tutto questo, perché la nostra puntata aveva le stesse probabilitŕ di vincere o di perdere.

Alcuni giocatori di roulette preferiscono puntare molti soldi sui numeri di un certo colore, ma anche in questo caso non c’č alcuna garanzia di vincere. Se cominci con una piccola puntata su uno dei due colori, raddoppiandola in caso di perdita, puoi continuare a raddoppiare le puntate fino a raggiungere un numero vincente, e cosě facendo otterrai un piccolo profitto. Volendo potresti anche alternare tra i due colori a ogni nuova puntata: le tue probabilitŕ saranno le stesse.

Puntare sui numeri rossi o neri č sicuramente uno dei metodi piů diffusi nel gioco della roulette, perché ti consente di giocare con diciotto numeri in tuo favore e con l’opportunitŕ di raddoppiare la puntata (invece scegliendo di puntare su numeri singoli potresti vincere somme piů alte ma avresti meno probabilitŕ di successo). II sistema č identico a quello della puntata manque ou passe, ovvero sui numeri da 1 a 18 o da 19 a 36.


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Fabio @ 11:12
OGGI INIZIANO LE OLIMPIADI…

Venerdì 8 Agosto 2008

Mentre tutti i crimini e gli “affari” del Regime Comunista Cinese proseguono indisturbati, oggi si inaugurano le Olimpiadi… Di seguito un articolo su Avvenire di oggi.
Buone vacanze,
Fabio Luoni

L’OCCIDENTE E LA CINA: SCRUPOLI TARDIVI MA IL TEMPO NON È SCADUTO
di Andrea Lavazza (Fonte: www.avvenire.it)

George W. Bush è a fine mandato e all’ultimo viaggio internazio­nale, ma continua a parlare con l’autorità dell’iperpotenza mondiale. Se arrivando in Cina per assistere alla cerimonia d’apertura delle Olimpia­di può essere seccamente apostrofa­to da un portavoce del ministro de­gli Esteri di Pechino, significa che la partita sui diritti umani si gioca a un livello di facciata in cui pochi credo­no davvero. Non era stato timido, il presidente americano. Ha criticato il regime comunista per gli arresti dei dissidenti e di esponenti religiosi, ha chiesto libertà di stampa, di associa­zione e tutele per i lavoratori, ma lo ha fatto precisando di non voler met­tere in discussione la leadership del Paese.

La risposta cinese non s’è fatta at­tendere. «Ci opponiamo fermamen­te a ogni affermazione e ogni atto che usi i diritti umani, la religione o altri temi per interferire negli affari inter­ni di un Paese». Episodio chiuso, Bu­sh sarà in tribuna sorridente con tut­ta la nomenklatura di Pechino, cui stringerà cordialmente la mano. Al suo fianco anche Nicolas Sarkozy, presidente di turno della Ue che, po­che ore prima del suo arrivo, ha tra­smesso a Pechino una lista di prigio­nieri politici di cui si chiede il rila­scio. Non otterrà nulla, però ha man­dato un segnale di circostanza, pres­sato com’è da molti ambienti europei sensibili soprattutto alla causa tibe­tana.

L’intera vigilia di questi Giochi s’è svolta nel segno dell’ambiguità e di tardive resipiscenze. Che cosa sia il gigante asiatico non è scoperta delle ultime ore: il Partito unico domina la vita politica e circoscrive quella so­ciale e culturale; i culti sono sorve­gliati e limitati, quando non aperta­mente perseguitati; gli interessi na­zionali sono posti al di sopra delle a­spirazioni di altri popoli con l’ap­poggio a spietate dittature (da Myan­mar alla Corea del Nord, dal Sudan allo Zimbabwe); le condizioni di mol­ta parte della popolazione sono ’sa­crificate’ a uno sviluppo economico impetuoso e anarchico; le Olimpiadi sono state sfruttate come vetrina in­ternazionale, mentre la loro prepa­razione è stata condotta con metodi sbrigativi nei confronti di chi costi­tuiva un potenziale ‘ostacolo’ alla buona riuscita dell’evento.

Di fronte a tutto ciò, non sarebbe ba­stato qualche atleta in meno alla sfi­lata di oggi, né un mini-boicottaggio dei leader occidentali per far cam­biare linea a un governo che sa bene di essere un attore ormai decisivo del delicato equilibrio economico-fi­nanziario mondiale. Ciò non signifi­ca che bisogna cedere a una cinica realpolitik, turandosi il naso e go­dendosi lo spettacolo sportivo che of­friranno le prossime due settimane. Ma non è nemmeno lecito scaricare sugli atleti e sulle gare quello che i responsabili delle nazioni e delle gran­di aziende non hanno fatto finora.

Con gli affari interni di Pechino bi­sogna ‘interferire’, se è questo l’o­biettivo, con costanza e determinazione, pagando un prezzo che non sia solo simbolico: rinunciare a una bandiera o un incontro costa certo meno che condizionare un contrat­to al rispetto dei diritti umani. Forse anche gli imbarazzi e gli interrogati­vi che alla fine l’Olimpiade sta susci­tando contribuiranno a mantenere una maggiore consapevolezza per il futuro. Per ora, non facciamoci in­cantare dall’efficienza dell’organiz­zazione e dai probabili successi de­gli atleti di casa: dietro c’è una realtà che non possiamo accettare. Ricor­dando che il ‘nemico’ non sono il miliardo e duecento milioni di cine­si che gioiranno per le vittorie, ma chi continua a negare loro la libertà che, come tutti, meritano di godere.


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Fabio @ 12:24
Categoria: Io non guardo le olimpiadi
OLIMPIADI: LE CONTRADDIZIONI DEL MONDO OCCIDENTALE INVESTONO ANCHE IL GOVERNO

Martedì 5 Agosto 2008

Mancano pochi giorni all’inizio delle Olimpiadi di Pechino e tanti nel mondo occidentale sembrano arrivare oggi da un altro pianeta: così in questi giorni ho assistito, a mia volta stupito, ai giornalisti occidentali che si stupiscono che in Cina c’è la censura… Oggi apprendo la notizia che il capogruppo del PDL Maurizio Gasparri e il Ministro Giorgio Meloni chiedono agli atleti italiani di non partecipare alla cerimonia inaugurale in segno di protesta per il mancato rispetto dei diritti umani della Cina: un Ministro e il capogruppo del principale partito che sostiene il Governo chiedono agli atleti un gesto che loro non hanno avuto il coraggio di proporre al Governo italiano che sostengono: non mandare alcuna rappresentanza del Governo alla cerimonia inaugurale. Invece ci andrà il nostro Ministro degli Esteri senza che ciò abbia suscitato particolari obiezioni né all’interno del Governo o tra i suoi sostenitori in Parlamento né tra le opposizioni (dal Parlamento avrebbe potuto venire una richiesta forte in tal senso da tutte le forze politiche).
Così tra pochi giorni si alzerà il sipario sulle Olimpiadi della vergogna e la nostra classe politica è riuscita a produrre solo questi pochi maldestri tentativi nei confronti del rispetto dei diritti umani. Tuttavia, come spesso ripeto, la nostra classe politica non è altro che la rappresentanza della nostra società, in cui la coscienza della gravità di questa situazione è anestetizzata, lo testimonia l’esiguo numero di coraggiosi che hanno aderito alla nostra iniziativa…

Fabio Luoni


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Fabio @ 15:32
Categoria: Io non guardo le olimpiadi
PER ELUANA C’E’ SPERANZA: LA POLITICA SEGNA UN PUNTO A FAVORE… E ANCHE LA MAGISTRATURA BATTE UN COLPO

Venerdì 1 Agosto 2008

Sono due gli eventi avvenuti ieri che permettono a Eluana di avere qualche speranza in più di non essere uccisa.

Il fatto più importante non solo per il caso specifico, è che ieri la Camera dei deputati ha approvato la mozione per sollevare un conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale in merito alla vicenda di Eluana: giudizio positivo al comportemento dei gruppi parlamentari della maggioranza (PDL e LEGA NORD) e al gruppo di oposizione dell’UDC che hanno votato a favore. Bocciati i comportamenti di IDV (voto contrario) e PD (che ha deciso di non decidere, non partecipando al voto). Merita una riflessione il comportamento dei parlamentari del PD che si dicono difensori della vita: un deputato è eletto per votare in parlamento, in questo caso occorreva votare a favore della mozione, qualsiasi altro comportamento o considerazione sono secondari alle possibili conseguenze del non aver votato. Ancora una volta rinunciare a un chiaro voto in direzione della difesa della vita in un momento in cui la giustizia e lo Stato italiano rischiano di scivolare verso una pericolosa autorizzazione all’eutanasia in Italia, senza che vi sia una legge in questo senso, devono venire prima della ricerca del consenso e degli equilibri all’interno del proprio partito di appartenenza.

Il secondo motivo di speranza per Eluana arriva dal fatto che la Procura Generale di Milano ha deciso di ricorrere in Cassazione contro il decreto della Corte d’Appello Civile sul caso di Eluana Englaro e ha chiesto di sospendere il provvedimento emesso che, altrimenti, sarebbe esecutivo in qualsiasi momento. Secondo la motivazione che accompagna la decisione, non è stata accertata con sufficiente oggettività l’irreversibilità dello stato vegetativo permanente della ragazza, che vive in coma vegetativo da 16 anni. Per questo la Procura generale si oppone alla sentenza pronunciata dalla corte d’Appello civile di Milano.

Continuiamo a seguire la vicenda…

Fabio Luoni

Fabio @ 7:32
Categoria: Politica | Vita & Bioetica
CASO ENGLARO: FAMIGLIA CRISAFULLI, “ELUANA NON È UNA FOGLIA D’INSALATA”

Martedì 22 Luglio 2008

Eluana Englaro “non è una foglia d’insalata, ma una persona”. A farlo presente in una lettera aperta, sono i familiari di Salvatore Crisafulli, 43 anni, di Catania, che si è risvegliato l’anno scorso dallo “stato vegetativo” (in cui era entrato dopo essere stato in coma), in seguito ad un incidente stradale avvenuto nel 2003. “A noi – spiega la famiglia Crisafulli – la speranza non è mai venuta meno e siamo stati premiati dalla confessione del nostro Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che, mentre tutti i più grandi luminari d’Europa lo reputavano una ‘foglia d’insalata’, lui si sentiva vivo e partecipe e soffriva terribilmente senza poter comunicare all’esterno la sua atroce ed agonizzante pena“. Il problema, secondo i familiari – sta tutto nell’accettazione o no dell’eutanasia”. A proposito di Eluana la famiglia Crisafulli afferma che “se si vuole lasciarla agonizzare di fame e di sete si abbia il coraggio di chiamare questa decisione egoista e barbara con il nome che le compete: eutanasia”. La lettera aperta così si conclude: “non si tratta di coma ma di (presunto) stato d’incoscienza, la cui definitiva irreversibilità, essendo una mera ipotesi, è scientificamente indimostrata“.
Fonte: www.agensir.it

Chi è Salvatore Crisafulli? È una persona di Catania che oggi ha 43 anni e che si è risvegliato l’anno scorso dal coma dopo un incidente stradale avvenuto nel 2003. Il suo racconto degli anni passati bloccato nel letto sono la migliore testimonianza di vita. Qui di seguito un estratto dal suo blog:

“Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita cerco anch’io di dare un piccolo contributo al dibattito sull’eutanasia. Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere. [prosegui la lettura...]

Fabio @ 15:50
Categoria: Vita & Bioetica
Due iniziative per Eluana

Martedì 15 Luglio 2008

L’associazione Due minuti per la vita ha lanciato una raccolta di firme on-line in difesa della vita di Eluana Englaro. Cliccando sul pulsante qui accanto potete leggere il testo della petizione e segnalare la vostra adesione.

Inoltre da ieri mattina sul sagrato del Duomo di Milano sempre più persone lasciano una bottiglia d’acqua per Eluana Englaro. Si tratta di una proposta lanciata da Giuliano Ferrara e ripresa da altri quotidiani/settimanali: in particolare giovedì 17 luglio alle 18.30 (sempre sul sagrato del Duomo) Nuove Onde parteciperà all’appuntamento pubblico (cui sarà presente lo stesso Ferrara e il direttore di Tempi Luigi Amicone) per portare la propria bottiglia d’acqua.

Il gesto della bottiglia d’acqua verrà riproposto dal Movimento per la Vita Ambrosiano lunedì 21 luglio 2008 alle ore 20.30 a Lecco fuori dalla clinica dov’è ricoverata Eluana per ribadire la dignità di ogni vita umana di fronte al tentativo in atto di attaccare l’inalienabile diritto alla vita con provvedimenti contrari alle leggi italiane che non consentono l’eutanasia. La serata avrà anche un momento di preghiera con la recita del Rosario per la Vita.

Andrea @ 9:58
Categoria: Iniziative
Sentenza Englaro oltre i limiti dell’eutanasia

Venerdì 11 Luglio 2008

Pubblichiamo il commento dell’onorevole Mantovano - Sottosegretario al Ministero dell’Interno - sul caso di Eluana Englaro.

I due provvedimenti giudiziari, prima della Cassazione e poi della Corte d’Appello di Milano, con cui il padre è stato autorizzato a porre fine alla vita di Eluana Englaro determinano una lesione inaccettabile dei principi posti a tutela della vita umana.

Nel doveroso rispetto per lo strazio che ha colpito i congiunti di Eluana, c’è da essere sgomenti di fronte alla prospettiva che sia sospesa la somministrazione degli alimenti a una persona in stato di incoscienza, determinandone così volontariamente la morte.

Nella vicenda Eluana Englaro sono stati scavalcati i limiti che in passato gli stessi sostenitori dell’eutanasia avevano indicato come insuperabili; Eluana non viene tenuta in vita mediante cure mediche che possano essere qualificate come “accanimento terapeutico”, ma solo mediante la somministrazione di alimenti, la cui interruzione determinerà la morte per inedia.

[prosegui la lettura...]

Andrea @ 8:14
Categoria: Vita & Bioetica