Martedì 17 Marzo 2009
Due giorni a Rho, vicino a Milano, con il maggiore esperto della teoria riparativa dell’omosessualità, lo psicologo olandese Gerard van den Aardweg. Diffondiamo la notizia solo a convegno avvenuto proprio per i timori degli organizzatori, tra cui anche Nuove Onde, di possibili manifestazioni di intolleranza da parte di chi urla sempre in televisione e sui giornali di essere discriminato e di volere la tolleranza per tutti.
Il cuore del messaggio che vogliamo lanciare è che la presunta normalità dell’omosessualità, come fattore inevitabile per cui si nasce omosessuali, è solo un’azione portata avanti dalle organizzazioni pro-gay e contro la famiglia e la natalità per spaccare la società tradizionale. In realtà le tendenze omosessuali emergono a seguito di alcuni fattori come le condizioni familiari in cui si cresce o particolari situazioni di vita, ma che sono tendenze che possono essere sconfitte, riportando alla normale condizione per cui si è nati: essere uomo o essere donna. Certo, il lavoro è lungo e necessita di grande volontà e costanza. Il convegno si è concluso con la testimonianza diretta di una persona che ha superato la sua condizione di omosessualità, portata avanti per anni, e che ora si è sposato, un po’ come l’ormai celebre storia cantata da Povia nella canzone “Luca era gay” al Festival di Sanremo. Qui, in allegato, potete leggere un’intervista rilasciata da Gerard van den Aardweg ad Andrea Morigi di Libero a margine del convegno di Rho, che riassume i principali concetti dell’efficacia della sua azione riparativa.
Gerard van den Aardweg: intervista a Libero
Fabio Luoni













