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L’ordinanza di Bologna sulla legge 40: un monito per la legge sul testamento biologico

Giovedì 2 Luglio 2009

Riprendo il tema del post di ieri, per approfondire la riflessione sul tema della legge, già votata in senato, sul Testamento Biologico / Fine Vita / Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). L’idea per cui, anche da un’ampia parte della cultura “pro life” è sostenuta la necessità di una legge che regoli questa materia è che con il caso Englaro, la magistratura ha creato un precedente, ha aperto un varco a cui bisogna porre rimedio, per colmare un vuoto legislativo o, nel migliore dei casi, per ribadire ciò che è ovvio, ossia che non si può negare alimnetazione e idratazione ad una persona. Fatta questa legge, si dice, la magistratura non potrà più fare sentenze contrarie al nostro ordinamento in questa materia, perchè la legge sarà, a questo punto chiara.

L’ordinanza di Bologna è solo l’ultima delle azioni della magistratura in cui, anche a fronte di una legge (la legge 40/2004) estremamente chiara su cosa si possa o non si possa fare all’interno delle pratiche di procreazione medicalmente assistita, si va in direzione opposta, contraddicendo palesemente quanto è scritto nella norma (diagnosi preimpianto, accesso solo a coppie sterili, limite dei 3 ambrioni da produrre). In un disegno ideologico ben preciso, si cerca cioè, attraverso delle sentenze su casi specifici (meglio se eclatanti e pietosi), di scardinare una legge, per fare in modo che venga modificato l’ordinamento giuridico non partendo dal parlamento (il luogo deputato a fare le leggi), ma partendo dai tribunali.

Cosa dimostra questo? Diomostra che è inutile e sbagliato fare le leggi per riparare alle sentenze, poichè in Italia, purtroppo, la Legge 40, ma vale anche in altri campi, dimostra che non è affatto vero che fatta una legge (sul Testmaneto Biologico in questo caso) non ci saranno in futuro azioni della magistratura volte a cercare di smontare questa legge.

Di conseguenza la decisione se fare o non fare una legge sul Testamento Biologico deve essere guidata da un altro criterio: questa eventuale legge migliora o peggiora il quadro normativo nei confronti della tutela della vita umana rispetto alla situazione attuale? Se la migliora, possiamo sostenere una legge del genere, se invece c’è la possibilità che la peggiori non bisogna sostenerla e, forse, non si doveva nemmeno promuoverla, in quanto rischiosa e non opportuna.

Se ci mettimao in quest’ottica dobbiamo domandarci se nel caso attulae, in cui la legge votata al senato prevede l’introduzione delle DAT, il quadro normativo che ne derivasse sarebbe più o meno rispettoso della vita umana rispetto alla situazione precedente. In altre parole, l’aver ribadito che alimentazione e idratazione sono sostegni vitali e quindi non disponibili, vale i rischi dell’apertura del primo spiraglio verso l’eutanasia che, a mio parere, si prospetta con l’introduzione delle DAT che sono un concetto negativo e nuovo introdotto nel nostro ordinamento giuridico?

Nella risposta a questa domanda sta la decisione intorno alla delicata questione del testamento biologico.

Il rischio è che partendo da una situazione attuale in cui c’è un ordinamento giuridico rispettoso della vita nella sua fase finale e ci son, purtroppo, alcuni giudici che non fanno il loro lavoro e interpretano o reinventano le leggi, ci ritroveremo in una situazione in cui alcuni giudici continueranno a non fare il loro lavoro e in più avremo anche promosso e introdotto nel nostro ordinamento uno strumento giuridico che peggiora la situazione e apre le porte all’eutanasia.

Fabio Luoni

Fabio @ 12:56
Categoria: Novità
Fecondazione assistita: a Bologna i giudici si sostituiscono ancora al parlamento

Mercoledì 1 Luglio 2009

A Bologna un’ulteriore ordinanza dei giudici che apre alla diagnosi preimpianto e alla possibilità di accedere alle tecniche di riproduzione medicalmente assistita anche per le coppie che non sono sterili. In Italia può succedere questo, può succedere che, nonstante ci sia una legge della Repubblica Italiana, votata dal parlamento (la Legge 40/2004), che vieta eplicitamente la diagnosi preimpianto a scopo eugenetico (per selezionare i possibili esseri umani “difettosi” e buttarli nel cestino) e prevede l’accesso alla fecondazione artificiale solo per le coppie sterili, la magistratura può fare sentenze che dicono il contrario della legge.

Come è avvenuto nel caso di Eluana Englaro, così avviene in tutte quelle materie “eticamente sensibili” dove, scavalcando la volontà popolare, si vuole imporre una visione relativista del mondo: una visione in cui, mentre ci si fa ambasciatori dei diritti umani e dell’abrogazione della pena di morte a casa degli altri, in casa nostra la vita umana ha valore solo se si è belli sani e nel pieno delle forze. Altrimenti, la vita è meno degna di essere vissuta e quindi qualcun altro, un giudice, può decidere, anche contro le leggi dello stesso Stato a cui appartiene, che quella vita può essere eliminata (selezionata e cestinata quando si è embrioni, lasciandola morire di fame e sete quando si è in stato vegetativo).

Anche alla luce di quello che accade quando anche ci sono leggi chiare su una certa materia, bisogna fare molta attenzione nel caso della legge in discussione in Parlamneto sul Testamento biologico: se la magistratura non fa il suo mestiere (cioè applicare le leggi invece che inventarle interpretandole a modo proprio), la legge non deve inseguire le sentenze, ma deve essere fatta solo se crea un quadro normativo che tutela la vita in modo migliore rispetto a quanto c’era in precedenza, altrimenti rischia di cercare di mettere una pezza agli errori dei giudici ma di aprire la strada all’eutanasia, introducendo le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT).

Qui potete leggere l’articolo da ww.corriere.it di oggi sull’ordinanza dei giudicidi Bologna e il comunicato della Associaizone Scienza & Vita in merito.

Fabio Luoni

Fabio @ 13:06
Categoria: Novità
Amnesty contro la Polonia: la realtà rovesciata, porta l’aborto tra i diritti umani

Martedì 30 Giugno 2009

L’ultimo rapporto di Amnesty International, organizzazione che si batte, o almeno così dovrebbe fare, per la tutela dei diritti umani, critica la Polonia per la sua legge, giudicata troppo restrittiva sull’aborto. In effetti, fortunatamente per i bambini polacchi, la legge in quel Paese limita fortemente le possibilità di ricorrere all’aborto e questo, dopo le modifiche degli ultimi anni in senso più restrittivo, ha fatto crollare il numero degli aborti in Polonia se confrontato con quello degli altri Paesi europei.

Ma quello che è più curioso e preoccupante è che Amnesty International, invece di occuparsi dei diritti umani non rispettati, con una “capriola” concettuale ormai da qualche anno ha inserito l’aborto tra tali diritti e quindi lancia accuse ai Paesi che non permettono di uccidere pressochè liberamente i bambini nel grembo della mamma. Al contrario Amnesty dovrebbe accusare i Paesi che permettonol’aborto, poichè se si volgiono difendere i diritti umani, anche se uno sta ancora fisicamente nella pancia della mamma, sempre un essere umano è (altrimenti dicano di cosa si tratta) e quindi ha diritto alla stessa tutela. Anzi, non potendosi esprimere ed essendo indifeso, mi pare vada classificato tra gli esseri umani più bisognosi di tutela.

Qui potete leggere l’articolo in proposito dal sito www.svipop.org.

Fabio Luoni

Fabio @ 13:02
Categoria: Novità
Brescia, servizi alla famiglia: un voucher per pagare la baby sitter

Lunedì 29 Giugno 2009

La notizia è quella riportata oggi da corriere.it (qui il link all’articolo): il comune di Brescia sperimenta forme di sostegno alle famiglie e arriva il sostegno al costo della baby sitter per le famiglie, negli orari non coperti dai nidi e dai servizi comunali.

L’idea è quella di venire incontro alle esigenze di papà e mamma spesso impegnati al lavoro anche oltre gli orari dei nidi. Importante è che per accedere a questo servizio, il limite di reddito sia stato messo in modo che anche una media famiglia possa accedervi (spesso vengonomessi tetti di reddito troppo bassi, che annullano quasi l’effettiva usufruibilità delle famiglie).

C’è però un riflessione, che rpende spunto da questo caso, ma che è generale, e riguarda soprattutto le politiche familiari a livello di Governo nazionale e il rapporto che si vuole dare tra famiglia e lavoro: si fa il bene della famiglia e dei figli lasciando i bambini lontani dai genitori per 10 ore al giorno? Anche involontariamente, fornendo servizi aggiuntivi per orari sempre più prolungati si incentiva i genitori a stare al lavoro e a lasciare “parcheggiati” i figli. Certo, ci sono i casi di necessità, ma il problema dal punto di vista educativo, oltre che economico, dovremmo almeno porcelo…

Ne riparleremo approfonditamente!

Fabio Luoni

Fabio @ 12:51
Categoria: Novità
Iran e Iraq: nello scontro islamista per il potere, la vita non conta nulla

Venerdì 26 Giugno 2009

Seppur con difficoltà, arrivano in queste settimane filmati, e racconti della feroce repressione che sta avvenendo in Iran a seguito dei brogli nelle elezioni presidenziali. Il presidente “rieletto” Ahmadinejad non esita a reprimere nel sangue le proteste dei suoi concittadini, fratelli nell’Islam, il tutto con l’appoggio esplicito delle autorità religiose iraniane, anche lkoro incuranti delle decine di morti.

In Iraq, ormai quasi nel silenzio dei media è in corso un altro sanguinoso scontro per il potere, in cui ancora una volta le presunte ragioni dell’Islam valgono le stragi anche di quelli che dovrebbero essere propri fratelli: così ieri, quasi inosservata è passata la notizia di una bomba in un mercato alla periferia di Baghdad che ha provoca quasi 100 morti (quasi 100 morti !!!). Questo è solo l’ultima delle numerose stragi nei mercati, nelle moschee, nelle strade e in altri luoghi in cui le vittime sono sempre quasi esclusivamente, civili, musulmani, propri concittadini e fratelli nella fede, non i nemici “Crociati” americani e occidentali.

Evidentemente ancora oggi l’Islam produce un tale disprezzo della vita umana, anche di chi dovrebbe essergli vicino, fratello. La speranza è che il dialogo con i musulmani moderati, possa diffondere, anche in quella cultura, un maggiore rispetto per la dignità della vita umana

Fabio Luoni

Fabio @ 13:00
Categoria: Novità
Ancora sul caso dei preservativi alla Provincia di Roma: quando le amministrazioni locali (dis)educano!

Giovedì 25 Giugno 2009

Torniamo sulla notizia che abbiamo dato la scorsa settimana della mozione del Consiglio provinciale di Roma per installare i distributori di profilattici nelle scuole.

A tal proposito, Vi segnaliamo (download qui) una riflessione del Prof. Giacomo Samek Lodovici, apparsa su Avvenire, a testimoniare di come anche nelle amministrazioni locali si trattino temi etici che producono conseguenze educative o diseducative sui propri cittadini.

Fabio Luoni

Andrea @ 14:11
Categoria: Novità