La storia arriva dalla Gran Bretagna, e ha dell’incredibile solo per chi crede che il nostro attuale livello conoscenza possa spiegare tutto, ce la racconta il laicissssssimo e autorevolissssssimo “Corriere della sera” di oggi (qui l’articolo): la vicenda ha molte analogie , tranne che per l’epilogo, purtroppo, con la vicenda di Eluana Englaro: un giovane Richard Rudd, in coma, bloccato e incapace di dare segnali all’esterno dopo un incidente, aveva dichiarato, quando ancora era sano che in caso si trovasse in una situazione del genere avrebbe certamente preferito morire. Un padre che, vista la situazione fisica del figlio, acconsente a dar corso alle volontà del figlio espresse quando ancora era sano. Una legge, quella inglese, che in questi casi permette l’eutanasia.
Tutto simile alla vicenda di Eluana (tranne che per la legge, ma purtroppo in Italia alcuni magistrati invece che applicare le leggi ne danno interpretazioni di inesistenti…), se non che avviene il colpo di scena: quando i medici sono pronti a “staccare la spina” Richard Rudd riesce a fare quello che non aveva più fatto dall’incidente, cioè da un segnale all’esterno e con gli occhi fa capire che lui non vuole morire, vuole vivere. Il giovane ora sta facendo ulteriori progressi e non ci pensa nemmeno a farsi eliminare…
Da questa storia pongo alcune riflessioni e domande: è possibile che anche la povera Eluana avesse cambiato idea rispetto a volontà (tra l’altro presunte) espresse in condizioni di vita totalmente differenti, solo che non poteva nemmeno muovere gli occhi per esprimersi. E’ lecito uccidere una persona quando nemmeno si è certi della propria volontà? (tra l’altro non sarebbe lecito comunque, altrimenti lasceremmo morire chi vuole buttarsi giù da un palazzo…). E’ possibile che la sola impossibilità fisica di una persona ad esprimere all’esterno la propria volontà (come per Eluana) autorizzi qualcuno ha toglierLe la vita?
La scienza non potrà mai spiegare tutto e proprio grazie a suoi progressi si scoprono nuove vie, si trovano cure, alternative che permettono magari di entrare in contatto con persone con cui allo stato attuale pare impossibile comunicare, magari si possono migliorarne le condizioni di vita… ma tutto questo se si eliminano le persone malate non lo potremo mai sapere… E’ lecito dare valore legale a dichiarazioni anticipate di trattamento (il testamento biologico) con cui si presume la volontà di una persona quando si troverà in condizioni di vita e psicologiche totalmente differenti? La risposta credo sia “No” a tutti questi quesiti e credo che anche in Italia, non si debba fare una legge che, anche con le buone intenzioni, rischia di aprire spiragli verso l’eutanasia: quanti Richard in Inghilterra hanno fatto la fine di Eluana solo perché non riuscivano a dare un segnale diverso dalle volontà che avevano espresso magari anni prima, quando la loro vita era diversa, e si vedeva come insostenibile una condizione di paralisi totale, perché si era appunto in un’altra prospettiva? Applichiamola a tante situazioni della vita quotidiana (se uno abita con la famiglia in 100 mq dirà “non potremmo mai viere in un monolocale da 30 mq, ma se la stessa famiglia si trovasse per strada, senza casa, sicuramente accetterebbe un tetto seppur piccolo…cambiano le condizioni di vita e cambiano le prospettive).
La legge italiana già è chiara, basterebbe farla applicare, introdurre invece concetti di validità di dichiarazioni anticipate, di concetti di autoderminazione rischia solo di peggiorare il quadro normativo e, dare uno strumento legale , normativo che attualmente è possibile solo male interpretando e o inventandosi volontà della legge, ma questo, se fosse la volontà di qualcuno in malafede, sarebbe possibile in ogni caso.
Fabio Luoni